Spiagge, WWF e FAI: L'Italia dei furbi
IL GOVERNO DICA NO AL COLPO DI MANO IN SENATO
Un escamotage per fare cassa con la vendita dei beni del demanio marittimo e per aggirare la normativa comunitaria, con il rischio dell’apertura di una procedura di infrazione
Italia Paese dei furbi. E’ questo il messaggio indirizzato a Bruxelles che emerge dagli emendamenti presentati in Commissione Bilancio del Senato sulle spiagge. Un colpo di teatro, degno della commedia dell’arte, concepito per aggirare ingenuamente le norme comunitarie sulla libera concorrenza, per consentire l’ennesima arbitraria privatizzazione di un bene comune, contribuendo al degrado ambientale della nostra, già martoriata, fascia costiera. Questo in sintesi la valutazione di FAI e WWF sul contenuto degli emendamenti che hanno superato il primo vaglio di legittimità con i quali si consente la vendita dei beni presenti sul demanio marittimo sui quali, approfittando dell’attuale situazione di impasse nei lavori della Commissione Bilancio del Senato, le due Associazioni chiedono un chiaro e definitivo parere negativo del Governo contro ogni ipotesi di sdemanializzazione delle spiagge.
Con gli emendamenti presentati al Senato, a giudizio di FAI e WWF, si realizzano due gravi conseguenze: 1) la sdemanializzazione di fatto delle aree del demanio marittimo; 2) la violazione della direttiva comunitaria Bolkestein, che impone l’assegnazione delle concessioni mediante una gara pubblica. Infatti, l’emendamento approvato non fa altro che aggirare le norme comunitarie, riconoscendo un diritto di opzione all’acquisto a favore di chi è attualmente concessionario del bene demaniale.
FAI e WWF si chiedono: chi mai parteciperà alla gara per l’assegnazione di una concessione per un bene sul quale gravano diritti di proprietà maturati da altri? È evidente come, così facendo, verranno sostanzialmente svuotati quegli obiettivi di tutela della libera concorrenza che le norme comunitarie intendono realizzare.
Se la norma verrà approvata anche dall’Aula del Senato, l’Italia non solo darà prova di voler per l’ennesima volta fare cassa vendendo i propri beni demaniali, ma farà anche la figura, agli occhi dell’Unione Europea, del “furbo di turno” che vuole artificiosamente eludere le norme comunitarie esponendosi così al rischio, certo, dell’apertura dell’ennesima procedura di infrazione comunitaria.
FAI e WWF confidano che il Governo, come preannunciato, confermerà la sua intenzione di non voler sostenere questa proposta parlamentare.
15 novembre 2013